C’è troppo oro a Murano. Io vorrei perdere lo sguardo in cose rare, leggere, tra il semplice e l’adorno.

Paolo Venini
Così Paolo Venini, nome di qualcuno, e di qualcosa, evoca una posizione armoniosa, d’intenso accordo con le cose. Indica un tono, un alone, una grazia da cui siamo sfiorati e invitati a guardare nelle trasparenze delle dense tracce di colore colpite dalla luce. Colore in continua evoluzione e in diretta comunicazione con l’atmosfera pronta a meravigliare l’esperienza percettiva.

Le creazioni Venini prima d’essere osservate lentamente chiedono d’essere comprese. Come apparizioni o presagi, paiono riflessi tolti da materia infinita, appena visibile, un istante essenza e un istante impercettibili. Ogni oggetto Venini, benché presente nella storia dell’arte vetraria, è uscito dal tempo, è una tregua dall’incessante scorrere. Possiede memoria della tradizione, rivolta al futuro con innocente invenzione.

Nel giardino della mente pone un respiro, da un vaso ad una ciotola per poi andare su un piatto o una figura e restituire un momento di luce tra il cielo e l’acqua di Venezia.

Ogni oggetto esprime un affascinante passato salvato dall’estinzione. Custodisce una vera eredità di continue contaminazioni e suggestioni, impedendo di racchiudere in pure stilizzazioni la inenarrabile e mutevolissima sperimentazione di maestri, designer, artisti e architetti.

Grazie alle incessanti collaborazioni artistiche è stato possibile dare vita a all’infinito racchiuso in un soffio, tra i due lati della trasparenza.

Oggi, a quasi 100 anni dalla prima collezione Venini, dedichiamo una partizione alla vendita privata da collezionismo per oggetti selezionati dall’Archivio Storico Venini. 

Gli oggetti facenti parte delle produzioni passate racchiudono prototipi, prove d’autore e commissioni personali.

Private Collection, unisce così il passato al futuro attraverso la presentazione e la vendita esclusiva degli oggetti custoditi nelle stanze d’archivio.